La vita è un gioco… a Risiko
Sono reduce da un’aspra battaglia combattuta sul campo di SPQRisiko contro i miei amici. Come da calendario (assiduamente organizzato da Nicola), la sfida ha avito luogo sabato 2 gennaio, a partire dalle ore 21:00. Tutti i dettagli dell’incontro sono già disponibili sul nostro gruppo di Facebook: Audentes fortuna iuvat.
A prescindere dagli approfondimenti in merito alla classifica, ai punteggi ed ai fantasiosi nomi di battaglia, in questo contesto mi concedo una riflessione di più ampio respiro: ho notato con interesse ed un pizzico di stupore come l’ultima battaglia abbia espresso chiaramente il carattere e l’indole di ciascuno dei giocatori. Come a dire che nel gioco ciascuno ha messo in campo in modo istintivo e trasparente la propria visione del mondo, i propri punti di forza, i propri timori e lo schema mentale con cui tipicamente affronta anche i problemi della vita.
Ecco la mia personalissima interpretazione dei caratteri in gioco:
Nicola: lo stratega. Misura ogni dettaglio con attenzione maniacale: pensa e ripensa le proprie mosse ed anticipa quelle degli avversari. Sicuramente il fautore delle strategie di guerra più raffinate, che in questo contesto gli sono valse una vittoria con largo scarto sugli avversari. In un altro mondo possibile gli si potrebbe rimproverare di giocare troppo con la testa e poco con il cuore.
Daniel, il muratore bergamasco. Mette in campo una strategia elementare (al limite dell’ingenuità) ma piuttosto robusta nella ragionevole speranza di azzeccare il giusto compromesso fra gli opposti eccessi di una battaglia troppo arrendevole o troppo spregiudicata. Consapevole delle proprie potenzialità ma un po’ troppo timoroso.
Marcello, l’impavido. Da buon parà lancia sfide coraggiose e mantiene il controllo dell’Europa centrale con pugno saldo. Tuttavia, una strategia più raffinata gli avrebbe consentito sicuramente un piazzamento migliore.
Maurizio, l’anti-eroe attendista. Camaleontico: cambia più volte strategia ed obiettivi e sfrutta con lucido cinismo la sfortuna dei nemici. Dopotutto anche don Abbondio può vincere se don Rodrigo è alle prese con la peste. Avversario solo apparentemente facile.
Andrea, cervello fino e/ma grande cuore. Sconfitto più dalla malasorte che da ingenuità o paure. Alterna strategia accorte con battaglie generose: un vero guerriero d’altri tempi!
Paolo, non classificato. Troppo intento a leggere la mia raccolta di Manga!
Vi riconoscete in queste descrizioni?

Sono stupefatto dalla lucida analisi del nostro Tito Livio di turno… Bravissimo
E W S.P.Q.Risiko se scatena questa passione!!!
Alla prossima
Molto interessante questa descrizione dei profili dei giocatori! Dev’essere stato molto divertente!
Ciao,
Michele
Sono assolutamente d’accordo!
Proprio all’indomani mattina della sfida stavo raccontando a Dana come nel gioco si siano espressi i caratteri di ognuno in modo piuttosto evidente. Anche quello di chi NON ha scelto di giocare.
Permettetemi un commento generale: il pretesto di questo gioco, bello di per se (molto di più del già appassionante Risiko), mi sembra un bel modo di riappropriarsi di un ruolo all’interno di un gruppo datato, trasformato, rinato (più volte) ma alla fine ancora voglioso di diversi insieme…
Rinnovo a tutti l’invito a partecipare sia al gioco sia al gruppo facebook “Audentes fortuna iuvat”.
Vogliamo il commento anche su Christian…
OK, a richiesta ho pubblicato il commento su Christian in un nuovo post del 6 gennaio 2010.